Tappa 1 | Mercoledì 3 Aprile | 165km

catania /
milazzo

Percorso

Tappa quasi sempre pianeggiante a esclusione della scalata di Colle San Rizzo dopo Messina. Prima parte lungo la costa con lievi saliscendi e il breve intermezzo in salita a Taormina. GPM a Colle San Rizzo dopo Messina e quindi avvicinamento pianeggiante su strade larghe fino agli ultimi 10km interamente nella penisola di Milazzo.

Ultimi km

Gli ultimi 10 km percorrono la penisola di Milazzo in leggera salita per i primi 5 km e quindi sostanzialmente in discesa, con alcune contropendenze, per i successivi 4 km. Ultimi due chilometri pianeggianti. Da segnalare nell’approccio all’abitato alcuni tipici ostacoli di arredo urbano come gli spartitraffico presenti su alcuni incroci. Larghezza della sede stradale all’arrivo 8 m su fondo asfaltato.

Informazioni Turistiche

La Città - Catania

Fondata dai greci nel lontano 729 a.C, Catania ha una storia ben marcata dalla presenza di eredità culturali diverse, e vi si riconosce di volta in volta l’impronta inconfondibile delle civiltà che si sono susseguite nel corso dei secoli: greca, romana, bizantina, araba, normanna, sveva, angioina, aragonese e spagnola. La città odierna, di impianto prevalentemente settecentesco, è però l’esito della ricostruzione avvenuta dopo il violento terremoto del 1693, la cui nota dominante è lo stile Barocco Siciliano, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco. Punto di partenza preferito di ogni visita turistica è Piazza Duomo, luogo d’incontro dei catanesi nelle occasioni solenni, prima fra tutte la grande Festa dedicata a Sant’Agata, patrona della città.

Al centro la Fontana dell’Elefante con il famoso “O Liotru”, l’elefantino che è diventato il simbolo di Catania; di qui, da nord e procedendo in senso orario, gli occhi si posano sul Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, sul Duomo, sull’ex seminario dei Chierici e sulla Fontana dell’Amenano, dietro cui si possono fare due passi nella Pescheria, pittoresco, animato e caotico mercato del pesce. Da segnalare, all’interno del Duomo, la tomba del musicista Vincenzo Bellini (1801-1835) e la cappella di Sant’Agata, che nella cosiddetta cammaredda (“cameretta”) custodice il busto reliquiario e lo scrigno con le reliquie della santa. Da Piazza del Duomo parte Via Etnea, la strada più importante e scenografica dedicata allo shopping, così chiamata perché va in direzione dell’Etna e da qui il vulcano rimane sempre visibile per tutti i 3 km della lunga passeggiata.

Se poi la stanchezza dovesse avere il sopravvento, è consigliata una sosta ristoratrice presso la storica Pasticceria Savia. Altre mete cittadine suggerite sono: la grande piazza Dante, dominata dalla mole della chiesa di S. Nicola e dalle strutture del monastero dei Benedettini; i giardini di Via Bellini, perfetti per godersi un po’ brezza marina all’ora del tramonto; e Castello Ursino, antica fortezza normanna che oggi ospita il Museo Civico.

Scoprire Catania non vuol dire solo rifarsi gli occhi con le meraviglie della sua architettura barocca: la visita è allietata dalla vicinanza del mare, con la possibilità di una pausa in una delle svariate spiagge cittadine, e soprattutto dal buon cibo. Da provare cannoli e arancini, oltre ai tanti piatti marinari. Ma la vera sorpresa è la carne equina, passione dei catanesi doc: dalle polpette alle salsicce, è questo forse l’ingrediente distintivo più onnipresente della gastronomia catanese, all’insegna del famoso detto locale “arrusti e mangia”.

La città - Milazzo

In provincia di Messina, Milazzo è segnalata dalle guide turistiche come uno dei borghi più belli d’Italia. Posizionata fra due golfi e adagiata su una lingua di terra protesa verso le Eolie, è tuttora un porto importante da cui salpano aliscafi e traghetti diretti verso queste isole. Le testimonianze storiche più antiche risalgono all’età del bronzo, ma è con l’arrivo dei Siculi, nel VI secolo a.C., che raggiunge l’apice del proprio splendore. Passeggiando nella cittadina ci si imbatte però soprattutto in testimonianze storico-religiose di epoca successiva, dallo splendido Santuario di San Francesco di Paola al Palazzo dei Vicerè, costruito nel XVIII secolo.

Le prelibatezze della cucina si basano sull’ingrediente principe della zona, il pesce, con una particolare predilezione per il pescespada: servito a gghiotta, con olive verdi, capperi, prezzemolo, aglio e pomodori, oppure esaltato dal sammarigghiu – un battuto di olio, limone, sale, aglio, prezzemolo tritato e origano – ma utilizzato anche per preparare deliziosi sughi per la pasta. Tra i primi più gettonati la pasta ’ncaciata – di solito penne, condite con sugo di carne, melanzane e provola e ripassate al forno – e la pasta ca muddhica, ricetta a base di acciughe dissalate, olive e mollica di pane raffermo.