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Il vincitore dietro casa

15/04/2022

Guardando la startlist alla vigilia del Giro di Sicilia 2022 era chiaro che c’erano buone possibilità che il vincitore di questa edizione fosse, ancora una volta, un corridore di casa, un siciliano. Se l’anno scorso la vittoria del messinese Nibali era stata significativa ed emozionante per diversi motivi, anche quella di quest’anno del ragusano Damiano Caruso non si può negare sia stata parecchio suggestiva.

Caruso contro Nibali doveva essere e Caruso contro Nibali è stato: il primo, però, è in un momento di carriera più esaltante rispetto al corregionale e l’impressione è quella che al momento non solo sia nel periodo migliore della sua vita ciclistica ma è anche l’opzione italiana più concreta per le corse a tappe. D’altronde terminare al secondo posto un Giro d’Italia dietro a un corridore come Egan Bernal non può certo essere un caso.

Damiano, si sa, ha speso gran parte della carriera mettendosi a disposizione dei compagni, dimostrando solo a sprazzi le sue qualità come capitano, forse perché nemmeno lui si aspettava di poter arrivare a livelli così alti. Poi alla Corsa Rosa dell’anno passato, a quasi 34 anni, la rivelazione di un talento ancora inespresso. Quasi un anno dopo quel grande exploit, possiamo dire che non sia stato un fuoco di paglia. Caruso è un signore corridore.

Questo Giro di Sicilia rappresenta la sua prima vittoria in carriera nella classifica generale di una corsa a tappe. L’ultima volta che c’era riuscito era ancora un U23, era il 2009, ed era successo al Giro delle Pesche Nettarine, l’antenato dell’attuale Giro d’Italia U23. E che sia avvenuto proprio nella sua Sicilia è un bel segnale del destino. Lui che, a differenza di molti colleghi, ha deciso di tornare a vivere nella sua Regione.

“In Sicilia si vive benissimo, l’estate dura fino a novembre. Non serve nemmeno andare in vacanza, perché qui è pieno di luoghi meravigliosi – spiegava in un’intervista di qualche mese fa – Chi pratica ciclismo come me, qui trova sia le montagne che la pianura e le strade non sono trafficate. Per me è il luogo perfetto per allenarsi. Forse, per svariate comodità, sarebbe stato più facile vivere al centro-nord, ma volevo tornare a casa dai miei affetti, nella mia terra. Dovevo dimostrare prima a me stesso e poi anche agli altri che in Sicilia si può tornare. Oggi posso dire di aver vinto la mia scommessa. Questa è una terra dove piangi quando te ne vai e piangi quando finalmente puoi tornare”. Con la speranza che questo successo nella sua terra sia solo l’incipit di un altro, bellissimo, capitolo da scrivere della sua carriera.

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