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Lode a Vincenzo Nibali

01/10/2021

Non poteva esserci finale più romantico per il Giro di Sicilia 2021. Vincenzo Nibali che vince a casa sua. Il miglior corridore italiano dell’ultimo ventennio che, a quasi 37 anni, ha ancora le gambe e la testa per regalare emozioni come questa. Non vinceva dal 2019,  da Val Thorens al Tour de France, e anche quella volta ad arrivare secondo fu Alejandro Valverde. Già, un duello tra due fuoriclasse intramontabili, che si sono sfidati su tutti i palcoscenici più prestigiosi del mondo nel corso degli anni, e questa settimana hanno regalato un bello spettacolo anche sulle strade di Sicilia, tanto per ricordare che di cartucce da sparare ne hanno ancora.

Le lacrime dello Squalo dello Stretto dopo il traguardo sono emblematiche: per quanto esternamente in questi mesi abbia sempre nascosto bene la frustrazione di due anni e mezzo di astinenza da successi, all’interno bramava questo momento con veemenza. Ma, forse, ciò che più lo aveva tormentato erano quelle tante critiche gratuite arrivate ingiustamente, per lui che avrebbe tutto il diritto di vivere di rendita per un bel po’ di tempo, visto ciò che ha vinto e fatto per tutto il movimento italiano. E poi, a 37 anni si può anche permettere di non vincere per un po’ di mesi senza sentirsi il peso del mondo addosso.

Lui, comunque, alla vittoria ci è tornato e lo ha fatto in grande stile. Con un’azione che ha ricordato alla lontana il suo attacco sul Colle della Lombarda al Giro d’Italia 2016, quando ribaltò la Corsa Rosa in due tappe (e anche quella volta c’era Valverde). Stavolta c’era l’Etna, il suo Etna, con strade che fa da quando aveva 10 anni, anche se non era il classico versante che porta al Rifugio Sapienza, ma quello di Sciara di Scorciavacca: “Non conoscevo molto bene la salita, però conoscevo la discesa, eppure ho sbagliato una curva, forse per difetto di concentrazione, forse per emozione”.

La speranza è che la sua Sicilia gli abbia regalato la gioia e la motivazione per allungare una carriera che vorremmo non finisse mai. Poco importa se i giovani rampanti incombono – “vanno più forte, non c’è molto che possa fare” aveva detto l’anno scorso al Giro – Nibali ci proverà e ci riproverà ancora, finché le forze le sosterranno. Intanto saluterà la Trek-Segafredo a fine anno avendo sbloccato la casella delle zero vittorie, poi dal prossimo anno lo rivedremo con l’Astana, dove ha ottenuto le gioie migliori della carriera. Comunque vada, c’è solo una cosa da dirgli: grazie Vincenzo!

LA CORSA – Da Sant’Agata di Militello a Mascali, la frazione è volata via a mille all’ora. I primi 50 km sono affrontati quasi a 50 km/h, poi sulle prime rampe di Portella Mandrazzi finalmente si forma un tentativo di fuga, promosso tra gli altri anche da Chris Froome (Israel Start-Up Nation), a proposito di corridori che non hanno voglia di mollare. Tra scatti e controscatti arrivano in cima, dopo 24 km di scalata, in 7: oltre a Froome, Marco Brenner, Chris Hamilton (Team DSM), Julen Amezqueta (Caja Rural-Seguros RGA), Joan Bou (Euskaltel-Euskadi), Cristian Scaroni (Gazprom-Rusvelo) e Edward Ravasi (Eolo-Kometa), con Scaroni che si aggiudica il GPM e si porta a casa la Maglia Verde Pistacchio.

Davanti ci sono corridori pericolosi per la generale, Scaroni in primis, ma anche Bou, lontani una manciata di secondi da Valverde, così la Movistar tiene la corsa sempre abbastanza chiusa per poi giocarsi il tutto per tutto sulla salita di Sciara di Scorciavacca. Riassorbiti tutti i fuggitivi, il primo a rompere gli indugi è Thymen Arensman (Team DSM), ma l’accelerazione che fa più male è quella di David De La Cruz (UAE Team Emirates), che riduce il gruppo dei favoriti a meno di 10 corridori.

Appena lo spagnolo rallenta, però, arriva il morso dello Squalo: Nibali scatta come ai vecchi tempi e, metro dopo metro, scava un solco incolmabile per i rivali. Ci prova Romain Bardet (Team DSM), ci prova l’eroe dello Zoncolan Lorenzo Fortunato (Eolo-Kometa), ci prova Alessandro Covi (UAE Team Emirates), ma tutti rimbalzano: Valverde è costretto a veder scappare il siciliano e con lui il successo in classifica generale.

Allo scollinamento Nibali ha 40” su un gruppetto con Valverde, Bardet, Fortunato, Covi e De La Cruz, ma non ci sono accordo e gambe per andare a riprenderlo. Così altri corridori rientrano sul gruppetto del leader, tra i quali Simone Ravanelli (Androni-Sidermec) che riesce anche a scappare e prendersi il secondo posto. Davanti è un tripudio Made in Sicily: Nibali si prende tappa e corsa, la sua gente lo applaude e lui si commuove. Il finale perfetto.

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